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martedì 13 gennaio 2015

CONCLUSIONE

CI SALUTIAMO..

Gialle o bianche, tabacchiere o nettarine, qualunque tipologia preferiate, la pesca rimane uno dei frutti più amati e consumati dell'estate.
Mentre decidete se mangiarle al naturale, o usarle in un dessert, vi rivelo alcune curiosità sulle pesche.

Lo sapevate che..
per l'arrivo delle pesche nella zona mediterranea dobbiamo ringraziare Alessandro Magno?
È stato lui, infatti, a portarle a Roma: ne era rimasto colpito mentre visitava i giardini di Dario III in Persia.
Lo sapevate che..nell'Antico Egitto la pesca era il frutto di Arpocrate, dio del silenzio e dei bambini?
Infatti le guance dei bambini sono comparate alle pesche perché sono morbide e piene.
Lo sapevate che..nella provincia cinese di Haboi sono stati trovati noccioli di pesca risalenti alla dinastia Shang (1570-1045 AC)?
È stata la Cina il primo paese a coltivarla, e tuttora rimane il primo produttore mondiale.
Lo sapevate che..il colore della pesca ha ispirato molti pittori?
Si trovano pesche nei quadri di Caravaggio, Monet, Renoir , Van Gogh, e molti altri.

Comunque per me lavorare su questo tema e creare questo blog è stata come un avventura, per niente banale o noiosa, come può apparire dal di fuori.
Ci sono stati momenti durante le mie ricerche in cui ho immaginato di essere ospite di una host-family a Dublino. 
Eravamo tutti seduti attorno al camino, e il signor Babbo raccontava ai suoi pargoli la leggenda della pentola d'oro. Io mi sforzavo di comprendere, ma non riuscivo a capire esattamente ogni parola di quello che diceva.
Ho immaginato per un attimo l'arcobaleno, non so perchè, forse perchè lì piove spesso.
Poi a cena desideravo un pò di frutta e ho chiesto se avessero delle pesche. 
"Prima mi è scappato di dirlo in siciliano, ops! Poi mi sono corretto e l'ho chiesto in inglese.
Ma loro mi hanno risposto che non era il periodo adatto. 
Quella famiglia le coltiva, vivono di sussistenza. Così hanno cominciato a parlare di come le producono e della lavorazione che c'è dietro, qual'è il loro piatto tipico, quante ricette esistono al mondo, quale tipo di casseruola conviene usare, e poi a un certo punto dopo avermi raccontato un paio di proverbi su di essa, li ho interrotti. 
Ho cominciato io a raccontare un paio di esperienze personali, ho spiegato come fare una buona marmellata di pesche, ricetta che mi aveva insegnato personalmente mia nonna. Ho raccontato che esistono delle persone che mettono biancheria intima sulle pesche, si, forse anche questo è design, ancora è da confermare però. Ho pure cantato. Ho cantato la splendida canzone di Lucio Battisti. Da quando l'ho sentita mi sono innamorato, si intitola "Fiori rosa, fiori di pesco". E' la più bella di tutte le canzoni che ho sentito sulle pesche. 
Sapevo esistessero numerose opere letterarie sulle pesche, e li ho invitati a leggere il libro di James e la pesca gigante, io non l'ho letto, ma ho semplicemente visto il film della disney al cinema.

Ma comunque a parte i miei viaggi mentali,  voi vi siete mai avvicinati direttamente a una pesca? 
Nel senso, avete mai analizzato attentamente le sue caratteristiche fisiche ed estetiche?
E se vi chiedessi quanta acqua contiene una pesca sapreste rispondermi? Cioè li conoscete i valori nutrizionali?

E per concludere..
Il percorso di ricerca che è stato fatto in questo blog è molto vario. Sono stati fatti collegamenti inusuali per trovare curiosità riguardanti questo comune frutto. L’intento è stato quello di interessare il lettore per  portarlo ad avere una visione laterale di un oggetto che sembra così semplice e privo di storie da raccontare.  
Ma come avrete intuito non è affatto così.

E se vi siete dimenticati di vedere qualcosa ecco qui l'elenco di tutti i post.



domenica 28 dicembre 2014

Post 34. Il catologo della Casseruola




VARIETA'

La casseruola può essere di tre tipi:


Casseruola Russa
Casseruola Faitout

1. a due manici, 
chiamata "faitout"

2. bassa 
o "rondò"

3. a manico lungo 
o "russa"


Casseruola Rondò








mercoledì 10 dicembre 2014

Post 32. Io e la Casseruola: Esperienze dirette

IO E LE MIE CASSERUOLE

LUOGO: Casa mia, Torino, Italia
DATA: 10/12/2014 ore 00:20

Ho un gran mal di testa, ho bisogno di una camomilla prima di andare a dormire.
Con questa scusa vi mostro le casseruole della mia dispensa.
















Quante casseruole diverse vedete?
Se volete sapere quanti tipi di casseruole esistono questo è il link: http://s184606.blogspot.it/2015/01/post-34-il-catologo-delle-pesche.html


lunedì 17 novembre 2014

Post 29. I brevetti della Casseruola

L'EVOLUZIONE DELLA CASSERUOLA NEL TEMPO
Design for the casserole from the years 20' to 80'

Guardando le immagini riportate si può notare come col passare del tempo si ha un evoluzione semplicista, la casseruola si spoglia della decorazione.



USD66970 S
CASSEROLE 1925 

Numero di pubblicazione
USD66970 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
7 apr 1925

Data di registrazione
16 feb 1925

Inventori
Simon W. Fabbeb








USD73465 S
CASSEROLE 1927

Numero di pubblicazione
USD73465 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
20 set 1927

Data di registrazione
29 apr 1927

Inventori
George R. Ahrendts

https://www.google.co.uk/patents/USD73465







USD89527 S

CASSEROLE 1932

Numero di pubblicazione
USD89527 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
21 mar 1933

Data di registrazione
26 nov 1932

Inventori
Charles Kaiser

https://www.google.co.uk/patents/USD89527







USD110678 S
CASSEROLE 1938

Numero di pubblicazione
USD110678 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
26 lug 1938

Data di registrazione
7 giu 1938

Inventori
Maurice A. Smith

https://www.google.co.uk/patents/USD110678







USD132281 S
CASSEROLE 1941

Numero di pubblicazione 
USD132281 S

Tipo di pubblicazione 
Concessione

Data di pubblicazione
5 mag 1942

Data di registrazione
24 giu 1941

Inventori
John Clifford Hestwood

http://www.google.co.uk/patents/USD132281






USD133532 S
CASSEROLE 1942

Numero di pubblicazione
USD133532 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
25 ago 1942

Data di registrazione
1 giu 1942

Inventori
Clarence Karstadt

https://www.google.co.uk/patents/USD133532







USD137117 S
CASSEROLE 1943

Numero di pubblicazione
USD137117 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
25 gen 1944

Data di registrazione
18 nov 1943

Inventori
Harry I. Kleinberg

https://www.google.co.uk/patents/USD137117







USD137794 S
CASSEROLE 1944

Numero di pubblicazione
USD137794 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
2 mag 1944

Data di registrazione
12 feb 1944

Inventori
Harry I. Kleinberg

https://www.google.co.uk/patents/USD137794







USD164407 S
CASSEROLE 1950

Numero di pubblicazione
USD164407 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
4 set 1951

Data di registrazione
13 lug 1950

Inventori
R. Guy Cowan

https://www.google.co.uk/patents/USD164407






USD194277 S

CASSEROLE 1961

Numero di pubblicazione
USD194277 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
25 dic 1962

Data di registrazione
7 set 1961

Inventori
William M. Curtis

https://www.google.co.uk/patents/USD194277







USD212704 S
CASSEROLE 1966

Numero di pubblicazione 
USD212704 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
12 nov 1968

Data di registrazione
6 dic 1966

Inventori
Frank J. Benes

https://www.google.co.uk/patents/USD212704







USD232148 S
CASSEROLE 1972

Numero di pubblicazione
USD232148 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
23 lug 1974

Data di registrazione
31 ago 1972

Inventori
Harold E. Yarrington

https://www.google.co.uk/patents/USD232148







USD275547 S
CASSEROLE 1981

Numero di pubblicazione
USD275547 S

Tipo di pubblicazione
Concessione

Data di pubblicazione
18 set 1984

Data di registrazione
15 lug 1981

Inventori
Sergio Asti, Jacques R. d'Arc

https://www.google.co.uk/patents/USD275547









venerdì 14 novembre 2014

Post 26. I processi di produzione della Casseruola

I PROCESSI PRODUTTIVI DELLA CASSERUOLA

Una casseruola può essere ottenuta mediante varie tecnologie, ma le principali sono essenzialmente due:

1. Per deformazione plastica a freddo (imbutitura, stampaggio)
2. Per pressofusione

Nel primo caso il manufatto viene ottenuto per deformazione a freddo di una lastra di alluminio che risulta essere prodotta da laminazione.
Il tenore dell’alluminio è compreso tra il 98% e il 99.5% che risulta quindi ad elevato titolo di purezza, per questo motivo le parti non verniciate di articoli pressofusi, se messi in lavastoviglie, tendono ad ossidarsi molto velocemente rilasciando una patina nera.
Questo ciclo produttivo risulta essere vantaggioso in termini di emissioni e consumi energetici rispetto ad altre tecniche produttive.

Nel secondo caso il manufatto viene ottenuto iniettando alluminio allo stato fuso all’interno di uno stampo metallico.
Le leghe impiegate per realizzare utensili mediante pressofusione contengono elementi che svolgono azione fluidificante quali Silicio, Zinco, Rame,Stagno; per questo motivo il tenore dell’alluminio è solitamente compreso tra l’86% e l’87%.
I recipienti da cottura realizzati mediante pressofusione hanno d’altro canto il vantaggio di essere dotati normalmente di spessori molto elevati non ottenibili mediante altre tecnologie se non attraverso la cosiddetta forgiatura a freddo che, grazie all’impiego di potenti presse idrauliche (5000 t) consente di distribuire il materiale a freddo in maniera differenziata concentrandolo nei punti più importanti quali il fondo.


LE FASI DEL PROCESSO PRODUTTIVO DELLE UNITA' DI COTTURA
si distinguono nel seguente modo:

Stampaggio e calibratura:
 realizzazione del corpo mediante deformazione di un disco di acciaio

Applicazione fondo:
 un disco di alluminio viene meccanicamente applicato al fondo del corpo

Pulitura:
 trattamento di lucidatura di tipo meccanico

Controllo qualità e applicazione maniglie:
 controllo visivo totale per individuare eventuali difetti e a quel punto applicazione delle maniglie al  corpo

Confezionamento: 
 i prodotti vengono confezionati e disposti su pallet pronti per la spedizione





La lavorazione e la realizzazione di una casseruola in alluminio






La lavorazione e la realizzazione di una casseruola antiaderente






La lavorazione e la realizzazione di una pentola a pressione





La lavorazione e la realizzazione di una casseruola in acciaio INOX






Approfondimenti
Per saperne di più: http://www.menfi.it/manufacturing.html

mercoledì 5 novembre 2014

Post 23. In cucina con Pesche e Casseruola

LA MARMELLATA DI PESCHE FATTA IN CASA

Voglio condividere con voi una ricetta che mi è stata insegnata personalmente da mia nonna, e come ogni ricetta di famiglia che si rispetti, che si tramanda guardando e ascoltando, non esistono le dosi ma solo l’occhio e l’esperienza. 
La confettura di pesche fatta in casa è un "dolce" sano e molto semplice da preparare. 
Capisco che se le provate per la prima volta può essere complicato calcolare le quantità ad occhio quindi cercherò di darvi delle dosi un po’ più razionali ma tenete sempre presente che anche se abbondate con un ingrediente o un altro il risultato non cambia: saranno sempre buonissime. 
Comunque sia, in ogni caso su internet si trovano facilmente numerose ricette e varianti. Basta avere la voglia di cercarle.
La cosa più complicata è trovare le pesche adatte, cioè quelle che si separano dal nocciolo senza problemi. Io prediligo le nettarine appunto, o anche chiamate peschenoci.

Proprio oggi al supermercato le ho viste e ho ceduto in tentazione, le ho comprate!
Poi ho comprato una busta di zucchero bianco raffinato. Esatto, non zucchero di canna! Quello fa meno male, e noi non vogliamo! 


A parte gli scherzi, cosa serve?

Gli INGREDIENTI che ho usato io per fare una buona marmellata di pesche sono:

- 1,2 Kg di pesche
- 400 gr di zucchero (1/3 del peso delle pesche)

Gli UTENSILI necessari:

- un bilancino
- un recipiente
- 2 casseruole antiaderenti:
   una a bordo alto
   una a manico lungo
- una paletta di legno
- un coltello 
- un minipimer
- 3 vasetti/contenitori di vetro
- pellicola

Dopo aver preso tutto l'occorrente necessario PROCEDIAMO CON LA PREPARAZIONE

LUOGO: Casa mia, Torino, Italia
DATA: 05/11/2014 ore 15:02


Lavare le pesche, senza sbucciarle.
Tagliarle a pezzi e togliere il nocciolo.

Aggiungere una dose di zucchero
pari a un terzo del peso originario delle pesche,
in questo caso 400 grammi.
Versare il tutto in una casseruola,
preferibilmente antiaderente.

Cuocere le pesche con lo zucchero
a fuoco moderato, per mezz'ora circa,
finché non diventano tenere.

Passare il tutto al minipimer,
lasciando qualche pezzo integro,
e cuocere ancora per qualche minuto.

Nel frattempo disporre i vasetti
in una casseruola a bordo alto.
Per la sterilizzarli riempire
la pentola d’acqua fredda
e da quando inizia a bollire
calcolare mezz’ora-quaranta minuti.
Lasciare i vasi nell’acqua fino a che
non si sarà completamente raffreddata.

Una volta pronta e raffreddatasi
la marmellata versarla nei vasetti,
accuratamente lavati ed asciugati.
Chiudere ermeticamente prima con un
doppio strato di pellicola per alimenti
e poi con il coperchio a vite.

La marmellata confezionata può essere
mantenuta e conservata tranquillamente
in frigorifero per un paio di settimane.

Sarà ottima per la prima colazione
sul pane o sulle fette biscottate o per
preparare crostate con o senza frutta.


E se provate a cucinarla
fatemi sapere il risultato!

Alla prossima!



Ah dimenticavo... E' buonissima!!!










giovedì 30 ottobre 2014

Post 21. La storia dei Materiali della Casseruola

I diversi tipi di materiali con cui furono prodotte le Casseruole nel corso della storia

I reperti più antichi erano realizzati in terracotta od in pietra ollare.
Il primo metallo ad essere impiegato per la loro produzione fu il bronzo seguito probabilmente in epoca medievale dal ferro, ambedue lavorati per fusione.
E' solo nel periodo rinascimentale che compaiono le casseruole in rame, destinate a restare largamente in uso fino al XIX secolo.
Nel 1700, come testimonia Menon nella Cuisinière Bourgeoise, si produssero anche esemplari in argento, evidentemente destinati alle cucine più ricche.

La forma dominante per tutte le pentole fino al XIX secolo è stata quella a otre, rigonfia e panciuta in vario modo. Questa forma era direttamente derivata dalle tecniche di lavorazione: la modellazione a mano per rotazione nel caso della terracotta, la fusione e la battitura o la tornitura rudimentale per i metalli. Tale forma era anche resa necessaria dal tipo di fonte di calore: le fiamme potevano infatti lambire da ogni lato il recipiente sospeso sul focolare. 
Con la Rivoluzione Industriale si diffusero torni più perfezionati per la lavorazione dei metalli in lastra, che permettevano di ottenere con relativa facilità forme cilindriche a parete perfettamente diritta. 
La comparsa delle piastre nelle stufe a legna o carbone, quindi della fiamma del gas e della piastra elettrica, richiese dei recipienti con la base quanto più larga possibile, perché il calore si rivolgeva solo ad essa e non più anche alle pareti.

Dopo la Rivoluzione Industriale ed a partire da metà ottocento compaiono le casseruole in ferro smaltato.
E' solo a cavallo del secolo che comincia ad essere utilizzato l'alluminio destinato, in casa così come nella cucina professionale, ad una grandissima diffusione tra le due guerre mondiali.
Infine, negli anni '30, appaiono le prime casseruole in acciaio inossidabile, metallo che dagli anni 60 diventa, per motivi di igiene e durata, il materiale più utilizzato nelle attrezzature di cucina.



Pregi e difetti di ogni materiale


Teflon o "Silver Stone"
Il teflon è un materiale antiaderente di elevata qualità con il quale vengono rivestite pentole e tegami in alluminio e ferro.

Pregi: funzionale e poco costoso, il teflon permette di cuocere i cibi senza utilizzare oli o grassi di cottura e si presta inoltre ad una facile pulizia.
Difetti: tende a scalfirsi facilmente cosa che, a lungo andare, ne compromette l’utilizzo.


Acciao Inox
Pregi: Resistente agli urti, facile da pulire e igienicamente sicuro; in cottura non altera il sapore degli alimenti.
Difetti: elevato prezzo di acquisto e bassa conducibilità termica; per il peso elevato dell’acciaio inox inoltre, le padelle realizzate con questo materiale risultano poco maneggevoli.


Alluminio
Pregi: leggero, economico e ad alta conducibilità termica; sono preferibili le padelle in alluminio anodizzato eventualmente rivestite con un film antiaderente.
Difetti: l’alluminio è facilmente deformabile e con il tempo e l’usura la sua superficie tende a micro-fessurarsi permettendo allo sporco di annidarsi e risultando quindi poco igienico. Per questi motivi è anche sconsigliato utilizzare recipienti in alluminio per la conservazione dei cibi.


Terracotta
Pregi: la terracotta è indicata per realizzare alcune ricette tradizionali e per cotture lente e prolungate. Ha un’estetica gradevolissima e può essere impiegata nel forno a microonde.
Difetti: la terracotta può essere impiegata su fiamma viva solo utilizzando una retina frangi-fuoco. È inoltre fragile e pesante e, a lungo andare, tende a perdere la sua impermeabilità.


Pirex e Porcellane
Pregi: indicati per l’impiego sia con il forno tradizionale che con
quello a microonde, le pentole di pirex e di porcellana sono anche ottime per gratinare i cibi e, non assorbendo odori, sono inoltre di facile pulizia e igienicamente preferibili alle pentole in terracotta.
Difetti: sono piuttosto fragili e inadatte alla cottura su piastra o su fiamma viva. Hanno anche una bassa conducibilità termica e soffrono gli sbalzi termici repentini.


Rame stagnato
Pregi: altissima conducibilità termica, durata illimitata ed estetica gradevole. Fondo antiaderente e ottima resistenza agli urti.
Difetti: materiale piuttosto costoso che richiede una manutenzione meticolosa. Non può essere messo al fuoco senza cibo e si riga facilmente a contatto con altri metalli.


Ghisa
Pregi: oltre ad essere a basso costo, la ghisa è adatta per preparazioni di piatti che richiedono lunghi tempi di cottura a fuoco basso; la ghisa ha infatti un’elevata capacità termica che le permette di accumulare il calore e di trattenerlo a lungo anche una volta spenta la fiamma.
Difetti: i materiali in ghisa sono molto pesanti e poco maneggevoli; la ghisa deve inoltre essere trattata preventivamente con olio per la sua tendenza a corrodersi; a fine utilizzo la pentola deve essere ripulita con attenzione e a fondo.


Pietra ollare
Pregi: Adatta alla cottura anche in tavola, come pentole sono indicate per la preparazione di zuppe, stracotti, e brasati; conservano a lungo il calore e sono oggetti scenografici molto belli.
Difetti: prima del suo utilizzo, la pietra ollare va trattata con uovo sbattuto lasciato asciugare per renderla perfettamente impermeabile.





Pentole di acciaio, alluminio, antiaderenti, ceramica, rame, titanio, terracotta, ghisa, ollare e pyrex: 
quali tossiche e quali salutari?
Come influiscono sul sapore dei nostri piatti?
Modalità e sistemi di cottura sono due fattori fondamentali per la qualità finale del cibo.
Come scegliere le pentole?

Apri il link  http://dioni.altervista.org/pentole.html per approfondire






lunedì 27 ottobre 2014

Post 20. Dalle Pesche alla Casseruola in sei passaggi

SEI GRADI DI SEPARAZIONE: dalla cosa DA MANGIARE alla cosa PER MANGIARE

La teoria dei sei gradi di separazione in semiotica e in sociologia è un'ipotesi
secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona
o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di cinque
intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore
ungherese Frigyes Karinthy nel racconto omonimo pubblicato del volume "Catene 1".



Dalle PESCHE  -------->  alla CASSERUOLA





1.pesche
2.crema viso
3.maschera di bellezza
4.viso
5.vapore
6.acqua
7.casseruola


E' necessario avere delle PESCHE e svolgere tutti i processi necessari per produrre una CREMA VISO alle pesche.
La CREMA VISO viene utilizzata come MASCHERA DI BELLEZZA per la cura e il benessere personale, maggiormente dalle donne, e viene applicata delicatamente sul VISO della persona. 
Affinchè la crema faccia il suo effetto più completo, il soggetto si sottopone a un pre-trattamento, il cui scopo è quello di permettere la facile e rapida dilatazione dei foruncoli presenti.
Dunque il soggetto pone il proprio volto perpendicolarmente al di sopra di una casseruola, affinchè il VISO venga colpito dal VAPORE causato dall'ACQUA bollente contenuta nella CASSERUOLA. 


domenica 26 ottobre 2014

Post 19. Mappa Concettuale sulla Casseruola

Se vi dicessi di scrivere tutte ciò che è in comune con il termine CASSERUOLA  
Cosa vi viene in mente? 
Quali sono tutti i possibili collegamenti?

BRAINSTORMING DELLA CASSERUOLA





Cos'è il brainstorming?
Leggi: http://it.wikipedia.org/wiki/Brainstorming


venerdì 24 ottobre 2014

Post 17. Esperienze sensoriali sulla Casseruola

CONOSCERE LA CASSERUOLA



VISTA: Possiamo subito riconoscere il materiale, la forma, il colore, quanti manici abbia.

TATTO: toccando una casseruola notiamo un senso di quiete e tranquillità, dato dalla sua superficie liscia e fresca. Non consiglio di provare a toccarla dopo averla usata ai fornelli. Potreste scottarvi e provare bruciore.

OLFATTO: non odora di niente, di puro ossigeno, dipende il luogo in cui siete. A meno che non state preparando un buon pasto.

GUSTO: non vi consiglio di provare ad assaggiare una casseruola, qualsiasi essa sia, sono sicuro che ci perdereste i denti.

UDITO: quando penso a udito e casseruola mi sale il nervoso. Le casseruole sono elemento di disturbo. In qualsiasi modo tu provi a spostarle o a usarle emettono rumore fastidioso. A meno che tu non sappia suonarle come un tamburo.



giovedì 16 ottobre 2014

Post 10. Le Origini e i vari tipi di Casseruola

La casseruola è un tipo di pentola usato in cucina. Costruita in metallo, con il fondo piatto e le pareti alte con uno o due manici, può essere dotata di coperchio.

La casseruola può essere di tre tipi:

-a due manici, chiamata "faitout"
-bassa o "rondò"
-a manico lungo o "russa" e da questa derivata la casseruola bassa a manico lungo o "sautoir"

Realizzata in: rame stagnato, alluminio, ferro smaltato, acciaio inox, viene utilizzata per preparare stufati, cacciagione, risotti, soffritti.

Il nome deriva probabilmente da cassa come diminutivo.


Storia della Casseruola
La forma tipica della casseruola a due maniglie o faitout come del resto quella della casseruola bassa o rondò (che ad essa è formalmente apparentata) risale al periodo illuministico.
La classica casseruola a due maniglie ottocentesca è quella in rame stagnato: rame pesante, dapprima martellato e in seguito laminato al tornio da un disco di lamiera. Il rame, come l'alluminio, è un ottimo conduttore di calore, utilissimo quindi per le cotture per via umida, ma non è adatto a contenere i cibi per un periodo prolungato. Infatti, gli acidi presenti negli alimenti reagiscono a contatto con il rame e formano dei sali di rame tossici che si sciolgono nei cibi stessi. Di qui, l'uso di ricoprirlo all'interno con stagno o con argento. 
Con il nuovo secolo si iniziò la produzione di casseruole in alluminio che ebbe rapida diffusione nel settore professionale nella variante a manico lungo, praticamente inesistente quella in ferro smaltato e in acciaio inossidabile (dove essa è sostituita generalmente dal tegame a due maniglie).



I vari tipi di Casseruola
La casseruola a due maniglie è un recipiente di forma generalmente cilindrica, con un raggio di raccordo sul fondo, munito di due maniglie e di un coperchio, caratterizzato dall'avere un'altezza pari a circa la metà del diametro.


LA CASSERUOLA A DUE MANIGLIE viene frequentemente impiegata nelle preparazioni secondo le tecniche della brasatura e in particolare della stufatura, cioè quelle cotture tipicamente per scambio nelle quali gli alimenti cuociono insieme al loro succo o con l'aggiunta di un liquido aromatizzato (salmì di selvaggina, stufati di carni rosse, coniglio alla cacciatora, fricassea di pollo, goulash all'ungherese, spezzatini di carni bianche, ragù di astice, ratatouille, ecc.). E' inoltre il tipico recipiente del cosiddetto arrosto della domenica delle nostre famiglie, erroneamente chiamato arrosto perché si avvicina invece di più ad una cottura brasata: la carne viene infatti prima rosolata e successivamente cotta sulla fiamma con poco liquido a recipiente coperto, scoprendo la casseruola solo nella fase finale della cottura. Il termine casseruola deriva dal greco kyathos (scodella), che passa per il latino cattia ed approda alla forma provenzale cassa che definisce un recipiente da forno.
Date le caratteristiche delle tecniche di cottura per le quali essa viene impiegata, cioè gli stufati, i brasati e le cotture in casseruola, nelle quali il calore è appunto trasmesso agli alimenti direttamente da tutta la superficie del recipiente, è essenziale che il recipiente stesso sia realizzato in un metallo ottimo conduttore di calore, in modo che nel tempo più breve il calore dato al fondo sia trasmesso alle pareti, fino al collo del recipiente. 

Altri tipi di casseruola sono:

LA CASSERUOLA MEZZA FONDA CON UN MANICO O DUE MANIGLIE
La casseruola mezza fonda, ad un manico o con maniglie, è un recipiente di forma cilindrica la cui altezza è uguale a metà del diametro. Nelle cucine professionali è utilizzata per le preparazioni dette affogate (pocher), processo di cottura estremamente delicato che consiste nel cuocere taluni alimenti (pesci, volatili, uova) lentamente, di regola in poco liquido e a bassa temperatura costante (mai oltre gli 80 °C). Le casseruole mezze fonde sono anche impiegate per glassare le verdure ad alto contenuto zuccherino (carote, cipolline, castagne) e per glassare la carne bianca e i volatili.

LA CASSERUOLA BASSA A DUE MANIGLIE O RONDO' 
La casseruola bassa a due maniglie o rondò è un recipiente di forma perfettamente cilindrica, con un raggio di raccordo sul fondo, munito di due maniglie e caratterizzato dall'avere una altezza circa pari alla terza parte del diametro. Questa casseruola, grazie alla sua parete diritta e bassa, si presta in modo ottimale per la cottura di alimenti di dimensioni ridotte (pezzi di carne, di volatili o di pesci, legumi e verdure) secondo due tecniche di cottura: la cottura al salto e la cottura per apprensione. Nella seconda, gli alimenti si caramellano in superficie mantenendo al loro interno il succo, il sangue o il siero (tournedos, costolette di vitello, rognone trifolato, scaloppine alla milanese, filetti di pesce, verdure al burro, ecc.). 
La casseruola bassa a due maniglie ha avuto una notevole fortuna nei Paesi di lingua e cultura francese dove, probabilmente, le sue caratteristiche molto specifiche meglio si adattano alle abitudini gastronomiche locali. Nelle aree di cultura italiana e spagnola, essa è stata molto spesso sostituita dalla padella a manico lungo o dal tegame a due maniglie, recipienti più buoni per tutto e quindi più adatti a paesi dallo sviluppo borghese ritardato e di cucina meno ricca e complessa.

PARTICOLARI CASSERUOLE, strette e alte, da collocare in un recipiente più grande che contiene acqua calda, sono indicate per le cotture dolci e delicate, dette bagnomaria, o per mantenere costante e regolare la temperatura. Il termine francese, bain marie, da cui deriva l'italiano bagnomaria, pare abbia avuto origine dalla scoperta che l'acqua di mare portata ad ebollizione evaporasse meno dell'acqua dolce. Da qui il nome balneum maris, cioè bain marie, tradotto malamente in italiano bagnomaria, invece di bagno di mare.